lunedì 7 febbraio 2011

“Roma memorie suburbane” alla Casa dell’Architettura

Pubblicato da Patrizia Schembari


L’inaugurazione della mostra fotografica di Alberto Guerri si terrà alla Casa dell’Architettura venerdì 11 febbraio 2011

Una mostra fotografica per non spezzare lo stretto legame tra passato e presente: è questo l’obiettivo di “Roma memorie suburbane”. In scena dall’11 al 24 febbraio 2011 alla Casa dell’Architettura.

Il fotografo Alberto Guerri attraverso cinquanta immagini ha voluto immortalare i luoghi più caratteristici della capitale. Non si tratta di semplici immagini, ma dietro di loro si nasconde l’aura di un passato storico. Le tracce di quel passato vanno ricercate ancora tra i monumenti che nonostante i secoli riescono a sopravvivere e ad emanare un particolare significato.

Il passato di Roma si scorge non solo tra le vie del centro storico ma anche fuori della cerchia delle mura aureliane. Partendo dal quartiere Esquilino, un rione centrale e al tempo stesso marginale a metà strada tra il desiderio di riqualificazione e degrado, si esplora l’intera città. E allora all’improvviso si passa dalla Roma antica, al barocco, al periodo umbertino e poi il ’900.

Tra le vie della città capitolina non solo monumenti simbolo di un grande impero, ma anche ambienti rurali che caratterizzano la zona periferica come la Caffarella. Basta spostarsi di qualche kilometro e il paesaggio romano cambia totalmente. Fontane, piazze, Chiese, campagne e poi le industrie del quartiere Ostiense.

Le foto di Alberto Guerri però non sono solo testimonianza di evoluzione architettonica.  Sono anche le istantanee della società contemporanea e in quanto tale descrivono fenomeni come l’inquinamento, i detriti, il parcheggio selvaggio.

«…la storia di Roma non si è fatta solo nel centro storico ma, specie a partire dalla seconda guerra mondiale, soprattutto in periferia: la Resistenza, i bombardamenti, le migrazioni, i movimenti, la nuova immigrazione… Centocelle, ad esempio, non è solo una periferia, ma è anche un luogo intensamente vissuto e carico di investimenti anche emotivi; un luogo che dà un’identità. Perciò un elemento che sembra attraversare queste foto è l’ambivalenza fra nostalgia e progresso, la semplicità e l’aria pulita perdute, e un grado di prosperità, magari consumistica, conseguito…Pare di stare contemporaneamente dentro una metropoli e dentro un paese. La mente si affolla d’immagini…» dalla prefazione di Doriano Fasoli al catalogo della mostra.

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